"Via Della Stazione di Ottavia" il nuovo podcast per dare voce ai migranti, realizzato da Fondazione Bullone con le Storie di INTERSOSLab

"Via Della Stazione di Ottavia" il nuovo podcast per dare voce ai migranti, realizzato da Fondazione Bullone con le Storie di INTERSOSLab

“Sono entrata in un bar, ho chiesto una coca cola e subito dopo un assorbente. In quel momento tutti erano zitti e si sono messi a ridere, non capivo cosa succedeva. Tutti ridevano e continuavo a chiedere al barista questo assorbente …finché non ho capito che c’era stato un fraintendimento. Nel mio paese l’assorbente è la cannuccia, mentre in Italia l’assorbente è quello che usano le donne quando hanno le loro cose.”


Questo è il racconto di Adonai, fuggita da Cuba e dalla dittatura per costruirsi in Italia un futuro migliore. Troviamo la testimonianza integrale nel podcast "Permesso di Soggiorno", primo della serie “Via della Stazione di Ottavia” realizzata grazie alla collaborazione di INTERSOS Lab con La Fondazione Il Bullone, voce narrante di Denise Corbetta. Il Bullone è un giornale mensile diretto da Giancarlo Perengo, ma anche -e soprattutto- una fondazione onlus che si occupa di ragazzi che hanno o hanno vissuto l’esperienza della malattia e che partecipano alla stesura degli articoli. 


La collaborazione tra Intersos Lab e il Bullone nasce nel 2021, quando si è pensato di coinvolgere nella redazione anche gli studenti delle classi di Italiano L2 di Via Della Stazione di Ottavia. A questo proposito, sono stati introdotti all’interno delle lezioni dei laboratori di racconto e scrittura a cadenza settimanale, con l’obiettivo di scrivere un “vocabolario comune”, ovvero un vocabolario con definizioni non calate dall'alto, ma co-costruite dagli studenti e dal loro bagaglio di esperienza. Per costruire il vocabolario, si è cominciato chiedendo loro il significato delle principali parole relative alla stesura del giornale come “redazione”, “riunione editoriale”, “giornalista”, “rubrica”. 


“Ci siamo presto resi conto della difficoltà nel definire parole lontane dalla quotidianità e dal vissuto degli studenti”, racconta Giorgia Vignola, che allora era insegnante di italiano L2, ora è Coordinatrice della Formazione a INTERSOS Lab. “Abbiamo quindi aggiustato il nostro metodo, facendo proporre a loro le parole importanti da inserire nel nostro Vocabolario Comune. "Abbiamo introdotto dei momenti di confronto collettivo in cui ciascuno proponeva delle parole, seguito da un brainstorming in cui gli studenti, con la facilitazione dell’insegnante, selezionavano le tre parole a cui dare un significato negli incontri successivi. Ci siamo resi conto che le parole scelte sono spesso quelle che permettono di raccontare la propria condizione. Dopo oltre due anni di lavoro assieme, alcuni studenti si sono sentiti pronti per poter raccontare le proprie storie all’interno del Podcast, di cui è uscito il primo episodio il 10 gennaio.”


Le parole non solo sono uno strumento di comunicazione e integrazione nel paese ospitante, ma offrono la possibilità di esternare le proprie preoccupazioni, le proprie angosce, rivalutare proprio passato, passaggi fondamentale per poter ricostruire la propria nuova identità e il proprio presente. La lingua italiana, da strumento di comunicazione della cultura maggioritaria del paese ospitante, diviene il mezzo del racconto orale di chi ha vissuto in prima persona il processo migratorio, fornendone testimonianza reale a chi non ha mai avuto diretto contatto con questa realtà. Il laboratorio di scrittura ora prosegue con la nuova insegnante di Italiano L2 Martina Celleghin, per dare modo agli studenti di raccontare sé stessi, socializzare, apprendendo allo stesso tempo la lingua italiana.